Come essiccare le prugne

Come essiccare le prugne

L’essiccazione è un metodo di conservazione che permette di gustare la frutta, come le prugne, tutto l’anno. Le prugne essiccate sono molto amate in cucina, soprattutto nel periodo natalizio, perché molto versatili. Possono essere consumate da sole come snack, oppure utilizzate per preparare dolci prelibati e torte.

Oltre ad essere golose, sono ricche di proprietà benefiche: contengono potassio, utili in caso di stitichezza, e conservano intatte le sostanze nutritive della frutta fresca. Per questo, essiccarle è un ottimo modo per non sprecare il raccolto in eccesso. In questo articolo vedremo nel dettaglio i metodi più efficaci per ottenere prugne secche fragranti: dall’essiccazione al sole a quella in forno o col disidratatore.

Come essiccare le prugne al sole

L’essiccazione al sole è un metodo antico e naturale per conservare a lungo la frutta, come le prugne. Vediamo come procedere. Per prima cosa bisogna scegliere prugne mature ma non troppo morbide, che si seccano meglio. Dopo averle lavate, vanno tagliate a metà ed eventualmente private del nocciolo. A questo punto, le prugne vanno disposte su un vassoio, con la parte tagliata rivolta verso l’alto per far evaporare l’acqua.

Il vassoio va collocato al sole per alcuni giorni, proteggendole di notte e in caso di pioggia. L’essiccazione è completa quando le prugne risultano raggrinzite e morbide. A questo punto vanno conservate in barattoli di vetro o contenitori ermetici, al riparo dall’umidità. Si consiglia di sciacquarle e ammollarle in acqua prima di consumarle, per reidratarle.

Come essiccare le prugne al forno

L’essiccazione al forno è un metodo semplice e veloce per ottenere questi gustosi frutti disidratati da consumare tutto l’anno. Per prima cosa, laviamo bene le prugne e le tagliamo a metà, rimuovendo il nocciolo. Disponiamo le prugne su una teglia foderata con carta da forno, con la parte tagliata rivolta verso l’alto. Inforniamo a bassa temperatura, tra i 50 e i 60°C, per 6-8 ore, finché le prugne non risultano morbide e raggrinzite.

Durante la cottura, apriamo il forno di tanto in tanto per far fuoriuscire il vapore. A fine essiccazione, facciamo raffreddare e condiamo le prugne con cannella o zucchero a velo. Infine, conserviamole in barattoli di vetro o sacchetti richiudibili, meglio se in un luogo fresco e asciutto.

Come essiccare le prugne al microonde

L’essiccazione nel microonde è un metodo rapido e pratico per ottenere questi deliziosi frutti disidratati con il minimo sforzo. Per prima cosa laviamo le prugne e le tagliamo a metà, eliminando il nocciolo. Disponiamole su un piatto adatto al microonde, con il taglio verso l’alto. Cuociamo alla massima potenza per 2-3 minuti.

Controlliamo lo stato di essiccazione e proseguiamo la cottura a intervalli di 1 minuto, finché le prugne non risultano morbide e raggrinzite. A fine cottura, lasciamo intiepidire bene. È consigliabile girarle una o due volte durante l’essiccazione, per uniformare il processo. Possiamo aromatizzarle con cannella, zucchero a velo o scaglie di mandorle.

Come essiccare le prugne con un disidratatore alimentare

L’essiccazione nel disidratatore è il metodo migliore per ottenere prugne disidratate deliziose e sicure, preservandone le proprietà nutritive. Dopo aver sciacquato le prugne, le tagliamo a metà ed eliminiamo il nocciolo. Disponiamole sui vassoi del disidratatore con il taglio rivolto verso l’alto, per favorire l’eliminazione dell’acqua. Impostiamo la temperatura tra 55 e 70°C e lasciamo essiccare per 6-12 ore, fino a quando le prugne risultano morbide e raggrinzite. Il tempo dipende dalle dimensioni.

Durante l’essiccazione, mescoliamo di tanto in tanto le prugne per uniformare l’asciugatura. Quando saranno pronte, facciamole raffreddare e conserviamole in barattoli di vetro. Il disidratatore preserva al meglio le sostanze nutritive delle prugne, grazie al controllo preciso di temperatura, umidità e ventilazione.

Per quanto tempo si conservano le prugne essiccate

Le prugne essiccate, se conservate adeguatamente, si mantengono a lungo senza alterazioni. L’eliminazione dell’acqua inibisce la proliferazione microbica e ne rallenta i processi enzimatici. Possono durare diversi mesi, fino ad un anno, se riposte in contenitori ermetici e conservate in un luogo fresco e asciutto. Anche congelate, si mantengono per 8-12 mesi. Prima di consumarle, è bene ammollarle in acqua per reidratarle.

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