Orti extra planetari

La tecnologia ci sta portando a raggiungere dei livelli che mai avremmo potuto immaginare fino a qualche anno fa. Basti pensare a settori legati all’intrattenimento, come nel caso delle piattaforme casinosicurionline.net, che hanno fatto passi in avanti decisamente impressionanti, ma anche altri ambiti più particolari, come ad esempio il settore delle coltivazioni, è stato completamente rivoluzionato.

Orti extra planetari, la coltivazione dei cavoli arriverà sulla Luna

Ad esempio, si sta parlando sempre più di frequente nel corso degli ultimi tempi della coltivazione di piante alimentari su aree che non fanno parte della superficie terrestre. Stiamo parlando della Luna e anche di Marte: ebbene, se fino a qualche decennio fa si pensava unicamente a tali attività come fantascienza, ora le cose stanno diversamente.

Coltivare le piante su Marte e sulla Luna

Non sembra essere più solo un sogno, ma una meravigliosa realtà che si sta avvicinando a passi sempre più marcati. In relazione all’attività degli astronauti nello spazio, c’è un problema piuttosto annoso che deve essere risolto. Ovvero, mettere a disposizione degli stessi dei cibi consoni per salvaguardare il loro benessere, non solo dal punto di vista fisico, ma anche sotto il profilo mentale.

Eppure, la produzione di cibo lontano dalla Terra, direttamente all’interno di un’astronave in viaggio, è un’operazione piuttosto complessa. Stesso discorso quando si tratta di coltivare delle piante in un ambiente extraterrestre particolarmente ostile. La sfida, quindi, si presenta piuttosto ostica, ma si sa, i limiti sono fatti per essere sorpassati, spesso e volentieri.

Nelle missioni spaziali, gli astronauti soffrono, nella loro alimentazione, l’assenza di verdura e frutta. Ecco spiegato il motivo per cui si sta cercando di fare dei passi in avanti per quanto concerne la coltivazione di alcune piantine che si sono sviluppate sul terreno che è stato prelevate tre differenti zone della Luna. È stata la Nasa a dare il via a quella che sembra ormai una sfida tra startup a tutti gli effetti.

Il cavolo coltivato sulla Luna

Nel corso delle ultime settimane, un gruppo di ricercatori che lavorano presso l’Università della Florida ha svelato in uno studio i risultati che si riferiscono allo sviluppo di Arabetta. Si tratta di un particolarissimo vegetale, che si può considerare come una sorta di “cugino” del cavolo. Tale piantina è stata oggetto di semina per la prima volta nei campioncini di terreno lunare che sono stati raccolti nel corso di ben tre differenti missioni Apollo.

Per capire quali potessero essere le differenze, ecco che le medesime piantine sono state poste a dimora anche in un campo simulato. I campioni reali arrivano da tre differenti zone della Luna: si tratta del mare della Tranquillità, e la raccolta del terriccio lunare venne fatta da Neil Armstrong ed Ed Aldrin, ma anche dall’oceano delle Tempeste e dalla valle Taurus-Littrow.

All’interno di questi terricci c’era una notevole percentuale di polvere vulcanica e di basalto. Nel corso delle prime ore dell’esperimento, si è notato come la germogliazione dei semi avvenisse in maniera del tutto identica. La crescita è proseguita senza alcun problema fino ad arrivare al sesto giorno, momento in cui sono emerse le prime diversità.
Nel terreno lunare simulato, invece, lo sviluppo ha preso piede in maniera difforme e senz’altro migliore.

Quindi, si è capito come in futuro non si potrà certo portare dalla Terra quanto servirà agli astronauti per sopravvivere, ma sarà necessario produrlo. Nel corso delle prime spedizioni che avranno ad oggetto l’atterraggio sulla Luna e su Marte, di conseguenza, dovrebbero essere presenti molti più agronomi e un numero decisamente inferiori di ingegneri.

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