Miglior riso per il sushi: L’ingrediente perfetto per un sushi di successo

Miglior riso per il sushi

Mentre molti credono che la scelta del pesce sia l’aspetto più importante per un ottimo sushi fatto in casa, la verità è che le fondamenta di questo piatto giapponese non hanno eguali sono nel riso. Base di tutte le preparazioni a base di sushi, il riso ricopre un ruolo essenziale nel donare la giusta consistenza e il gusto gradevole a questa ricetta.

Sceglierlo con cura e cucinarlo correttamente è il primo passo per un sushi degno dei migliori ristoranti. Se in Italia il Carnaroli è il re indiscusso dei risotti, in Giappone si preferiscono varietà più adatte al sushi, dal chicco compatto e che rilascia meno amido. Scopriremo allora qual è il riso indicato e come trattarlo passo dopo passo.

Dalla scelta del grano al rispetto dei tempi di cottura, conoscere i segreti di questo cereale ci permetterà di portare in tavola un sushi fatto con maestria, dalla consistenza soffice e il gusto delicato in grado di esaltare qualsiasi farcitura.

Quale riso scegliere per preparare il sushi

Prima di svelare i segreti per un gustoso sushi homemade, meritano una menzione le origini di questa ricetta. Le sue radici affondano nel lontano V secolo a.C. in Giappone, quando il pesce veniva conservato più a lungo avvolgendolo nel riso e nel sale, dando vita ad una delle prime forme di sushi.

Oggi con questo termine si indicano preparazioni a base di riso acido, tipicamente accompagnato da pesce crudo, verdure e alghe. Le sue infinite varianti lo hanno reso uno dei piatti più amati a livello globale.

Ma qual è il riso più adatto per realizzare sushi impeccabili tra le mura domestiche? In Italia le varietà più diffuse sono il semi-fino e il comune. Proprio quest’ultimo, con i suoi chicchi piccoli e tondi, risulta perfetto grazie ai tempi di cottura di soli 12 minuti e alla capacità di rilasciare amido durante la preparazione. Varietà come Selenio, Rubino e Ticinese sono eccellenti scelte.

In Giappone invece la varietà preferita è il Kome, dal chicco estremamente compatto. Ottimi risultati possono dare anche il riso Roma e Venere. Prescindendo dalla tipologia, l’aspetto chiave è optare per qualità che cedano una buona dose di amido una volta cotto, così da ottenere un impasto dalla consistenza liscia e morbida, semplice da lavorare per creare roll, triangolini ed altre gustose bontà nipponiche.

Con il riso giusto e seguendo pochi accorgimenti, sarà facile portare in tavola sushi casalinghi non inferiori a quelli dei migliori chef giapponesi.

Riso Selenio

Il riso Selenio è una varietà di riso comune molto diffusa nella produzione italiana. Si tratta di una qualità a chicco medio-corto e rotondeggiante, dal colore bianco perla. Il Selenio è considerato un riso da tavola, adatto per primi piatti e insalate grazie alla sua buona consistenza dopo la cottura.

Questa varietà cuoce in circa 15 minuti e il suo chicco tende a scuocere leggermente senza perdere forma. Il sapore è delicato e sapido allo stesso tempo. Tra le sue caratteristiche principali spicca il basso indice glicemico e l’apporto di proteine, che lo rendono digeribile e nutriente. Il riso Selenio si rivela dunque una scelta eccellente in cucina per piatti gustosi e leggeri.

Riso Rubino

Il riso Rubino è una storica varietà di riso coltivata nelle risaie del Pavese e dell’Italia settentrionale. Si distingue dagli altri tipi di riso per il caratteristico colore rosato del chicco, dovuto alla presenza nel germe di un pigmento antocianico. Questa sfumatura conferisce al riso Rubino importanti proprietà nutritive e antiossidanti.

Il sapore è dolce e deciso, il chicco è medio-lungo e tende a rimanere integro anche dopo la cottura. Quest’ultima richiede circa 18-20 minuti. Grazie alla sua consistenza non collosa, il riso Rubino si presta per preparazioni come insalate di riso, sushi e risotti. È un’eccellente alternativa al riso bianco per portate esteticamente appetibili e salutari.

Riso Ticinese

Il riso Ticinese è una varietà autoctona lombarda, coltivata prevalentemente nelle risaie della provincia di Pavia. Si caratterizza per il suo chicco corto, arrotondato e perfettamente bianco. Ha una buona capacità di assorbimento dei liquidi durante la cottura, che rende il risultato cremoso senza mai risultare colloso.

Grazie a questa peculiarità si presta particolarmente bene per la preparazione di primi piatti, risotti e insalate di riso freddo. Il suo sapore è delicato e allo stesso tempo corposo. Richiede una cottura di circa 15 minuti. Restando integro a tavola, mantiene la sua forma originaria donando ottima tenuta ai condimenti. Per queste sue doti qualitative, il riso Ticinese è apprezzato sia in Italia che all’estero.

Riso Kome

Il riso Kome è una varietà giapponese caratterizzata da chicchi piccolissimi e tondeggianti, bianco perlato. Ideale per la preparazione del sushi perché molto compatto e leggermente appiccicoso anche dopo la cottura. Questa sua peculiarità lo rende perfetto da plasmare con le mani senza che si rompa, favorendone l’impiego nella realizzazione di nigiri, maki e altre preparazioni tipiche. Ha un sapore delicato e allo stesso tempo corposo.

Per la sua struttura glutine, assume consistenze cremose una volta cotto. Richiede una cottura lenta a fuoco basso di circa 20 minuti. Per gli amanti del sushi, il Kome è la varietà di riso per eccellenza grazie alle sue doti organolettiche e alla sua lavorabilità, elementi fondamentali per la buona riuscita del piatto.

Riso Roma

Il riso Roma è una varietà italiana dal chicco medio-lungo e sottile, di colore bianco perlato. Cresce prevalentemente in province quali Pavia e Vercelli. Ha un ottimo rapporto di allungamento che lo rende particolarmente adatto per la preparazione di risotti, poiché rimane al dente anche dopo la cottura senza disfarsi.

Questa caratteristica lo rende indicato anche per insalate di riso freddo. Ha un sapore aromatico e delicato. Richiede 18-20 minuti di ebollizione in acqua leggermente salata. Grazie alla sua consistenza densa ma non collosa, il riso Roma viene utilizzato anche per la realizzazione di sushi, nigiri e uramaki. È una varietà versatile in cucina, in grado di esaltare i sapori dei diversi condimenti.

Riso Venere

Il riso Venere è una particolare varietà italiana dal chicco allungato e di colore rosa porpora. Prende il nome dal suo aspetto che ricorda i colori dell’alba. Cresce soprattutto nel bacino del Po, in particolare nel vercellese. Ha proprietà nutrizionali eccellenti grazie all’elevato contenuto di ferro e fibre.

Dal sapore delicatemente dolciastro, possiede una buccia sottile che gli conferisce una particolare tenerezza. Richiede una cottura di 18-20 minuti. Grazie alla sua forma affusolata ed alla consistenza soda ma non collosa, si presta a preparazioni creative come il sushi, esaltando la vista oltre che il gusto. Ideale anche per risotti culinari d’autore, dona cremosità senza rompersi.

Dove comprare il riso per il sushi

Il riso adatto alla preparazione del sushi si può reperire facilmente in diversi punti vendita. I supermercati più forniti nel reparto grocery offrono solitamente varie tipologie come il riso Kome, Roma e specifici per sushi. Altrimenti è possibile acquistarlo in negozi specializzati nella vendita di prodotti alimentari asiatici.

Online rappresenta un’ottima alternativa, grazie all’ampia scelta e comodità di riceverlo direttamente a domicilio. Un marketplace affidabile è sicuramente Amazon, dove si trovano numerose marche e varietà per soddisfare ogni esigenza. Noi ti suggeriamo l’acquisto di questa confezione di riso.

I prezzi sono convenienti e su molti prodotti è possibile abbonarsi per ricevere ricariche periodiche, ottimizzando la spesa. Chi è alla ricerca di un riso pregiato per sushi potrà trovare facilmente la giusta soluzione per deliziare i propri commensali.

Che differenza c’è tra riso normale e riso per sushi?

Sebbene a prima vista possa sembrare lo stesso, esistono alcune differenze sostanziali tra un riso standard e quello specificatamente indicato per la preparazione del sushi. Il riso comune ha chicchi più grandi e allungati, che una volta cotti tendono a rompersi più facilmente proprio per la loro forma.

Questo lo rende poco indicato per la lavorazione e modellazione tipica del sushi. Il riso per sushi presenta invece chicchi piccoli e tondi, capaci di mantenere meglio la forma anche una volta cotti e raffreddati. Inoltre rilascia una maggiore quantità di amido durante la ebollizione, ottenendo una consistenza liscia e plastica che lo rende semplice da impastare e plasmare a piacere con le mani.

Infine, richiede tempi di cottura ridotti che lo preservano da una eccessiva perdita di sapori. Queste caratteristiche lo rendono perfetto per un sushi dall’aspetto professionale anche fatto in casa.

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