Per chi volesse fissare obiettivi più ambiziosi, uno studio dell’University of Sydney ha identificato anche la combinazione ottimale di comportamenti salutari: dormire tra le 8 e le 9 ore per notte, svolgere 42 minuti o più di attività fisica moderata o intensa al giorno, e seguire una dieta di qualità modesta. Questa combinazione è risultata collegata a una riduzione del 57 percento degli eventi cardiovascolari maggiori nel periodo di follow-up di otto anni, rispetto al profilo di salute meno ottimale registrato nello studio.
Ma cosa si intende esattamente per attività fisica moderata o intensa? I ricercatori specificano che rientrano in questa categoria attività comuni come una camminata a passo sostenuto, salire una rampa di scale o portare le borse della spesa. Niente di particolarmente impegnativo o che richieda attrezzature speciali o l’iscrizione in palestra.

Quanto alla qualità della dieta, questa è stata valutata in base a un maggiore consumo di frutta, verdura, pesce e cereali integrali, e una riduzione di carni lavorate e bevande zuccherate. Anche in questo caso, si tratta di aggiustamenti progressivi piuttosto che rivoluzioni alimentari drastiche.
Un aspetto particolarmente interessante emerso dallo studio riguarda l’interconnessione tra questi tre fattori. La salute umana è complessa e sonno, esercizio fisico e alimentazione si influenzano reciprocamente: un’attività fisica migliore può tradursi in un sonno di qualità superiore, per esempio. La nuova analisi offre quindi ai ricercatori una comprensione più approfondita di come questi comportamenti salutari lavorino insieme per influenzare il rischio di malattie.
I ricercatori hanno definito questo approccio con l’acronimo SPAN, che sta per Sleep, Physical Activity e Nutrition (sonno, attività fisica e nutrizione), tracciando le differenze nello stile di vita rispetto al rischio di eventi cardiovascolari maggiori. Sebbene lo studio non possa provare una relazione di causa ed effetto diretta, i dati hanno indicato una correlazione positiva tra questi tre comportamenti e un rischio complessivo più basso, aggiungendo ulteriori prove al fatto che una vita più sana può iniziare con cambiamenti relativamente minori.
Emmanuel Stamatakis, epidemiologo e autore senior dello studio presso l’Università di Sydney, ha annunciato che il team intende sviluppare nuovi strumenti digitali basati su questi risultati: “Intendiamo costruire su queste scoperte per sviluppare nuovi strumenti digitali che supportino le persone nell’apportare cambiamenti positivi allo stile di vita e stabilire abitudini sane durature. Questo comporterà lavorare a stretto contatto con i membri della comunità per assicurarci che gli strumenti siano facili da usare e possano affrontare le barriere che tutti noi affrontiamo nel modificare le nostre routine quotidiane“.
Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale causa di morte nel mondo, e gli esperti stanno continuando a scoprire di più sui fattori contribuenti e sui fattori di rischio coinvolti. Esiste un’urgente necessità di comprendere meglio come vengono innescati gli eventi cardiovascolari maggiori e come potremmo essere in grado di prevederli con maggiore precisione in futuro.

Attualmente siamo a uno stadio in cui molti dei segnali di allarme possono essere individuati precocemente, e questi ultimi risultati si aggiungono alla nostra conoscenza su come minimizzare il rischio per la salute del cuore in modi pratici. Raggruppare alcuni di questi fattori di rischio insieme rivela che cambiamenti più piccoli e più realizzabili possono essere utili.
Come conclude Koemel: “Apportare anche modesti cambiamenti nelle nostre routine quotidiane probabilmente avrà benefici cardiovascolari oltre a creare opportunità per ulteriori cambiamenti nel lungo periodo. Incoraggerei le persone a non sottovalutare l’importanza di apportare uno o due piccoli cambiamenti alla propria routine quotidiana, per quanto piccoli possano sembrare“.
Un messaggio semplice ma potente: non servono trasformazioni radicali o sacrifici enormi per prendersi cura del proprio cuore. Bastano 11 minuti di sonno, 4 minuti e mezzo di movimento e qualche cucchiaio di verdura in più al giorno per fare la differenza.



