La stevia è diventata negli ultimi anni uno dei dolcificanti più popolari tra chi cerca alternative naturali allo zucchero. Questo sostituto a zero calorie, estratto dalle foglie della pianta sudamericana Stevia rebaudiana, ha fatto il suo ingresso sul mercato nel 2008 promettendo benefici per la perdita di peso e la gestione del diabete. Ma dopo oltre un decennio di utilizzo, cosa dice realmente la ricerca scientifica sulla sua sicurezza ed efficacia?
Secondo Liz Weinandy, dietista nutrizionista registrata e docente presso l’Ohio State University School of Health and Rehabilitation, la questione dei benefici per la salute della stevia rimane ancora aperta. “Come pianta, presenta alcune proprietà salutari e sembra essere relativamente sicura per il consumo umano“, spiega l’esperta. “Tuttavia, esistono prove che i consumatori dovrebbero conoscere riguardo a tutti i sostituti dello zucchero: potrebbero non essere così inerti come si pensava in precedenza“.
I composti attivi della stevia, i glicosidi steviolici, sono fino a 400 volte più dolci dello zucchero da tavola. Questo significa che basta una quantità minima per ottenere il sapore dolce desiderato. La stevia può essere utilizzata nella cottura al forno e aggiunta direttamente agli alimenti, ma si trova anche in numerosi prodotti confezionati come bevande, dessert, gomme da masticare, yogurt e caramelle commercializzate come a basso o zero contenuto di zucchero.
David Levitsky, professore emerito di studi nutrizionali e psicologia alla Cornell University, mette in guardia sulle aspettative di gusto: “Non otterrete mai un sostituto dello zucchero che abbia esattamente lo stesso sapore dello zucchero“. Questa differenza nel profilo gustativo è una considerazione importante per chi sta valutando il passaggio alla stevia.
La stevia è un dolcificante sicuro?
Sul fronte della sicurezza, la Food and Drug Administration americana ha approvato la stevia come sostanza generalmente riconosciuta come sicura. Tuttavia, è importante precisare che solo i glicosidi steviolici purificati sono approvati per l’uso, non le foglie di stevia intere o gli estratti grezzi. Sulle etichette degli ingredienti, la stevia può comparire come glicosidi steviolici, estratto di stevia, rebaudioside A o rebaudioside D.
L’FDA ha stabilito un’assunzione giornaliera accettabile di 12 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, come sottolinea Leah Kaufman, dietista registrata e educatrice certificata sul diabete presso il NYU Langone’s Weight Management Center. Questo limite fornisce un parametro di riferimento per un consumo sicuro.
Alcuni studi iniziali condotti su animali avevano sollevato preoccupazioni circa un possibile aumento del rischio di cancro legato alla stevia. Tuttavia, il National Cancer Institute ha chiarito che la ricerca sugli esseri umani non mostra alcuna evidenza che i dolcificanti artificiali, inclusa la stevia purificata e processata, causino il cancro.
Un elemento che merita attenzione particolare è l’eritritolo, un alcol dello zucchero che viene talvolta aggiunto alle miscele di stevia per migliorarne gusto e consistenza. Ricerche condotte dalla SUNY Upstate Medical University suggeriscono che un’assunzione elevata di eritritolo potrebbe essere collegata al cancro al fegato, mentre la Cleveland Clinic ha evidenziato un possibile aumento del rischio di problemi cardiaci. Kaufman aggiunge che l’eritritolo può causare disturbi gastrointestinali in alcune persone.

I benefici della stevia
Per quanto riguarda i potenziali benefici per la salute, il controllo dei livelli di glucosio nel sangue rappresenta il punto di forza più riconosciuto della stevia. Poiché non influisce sulla glicemia, è considerata una buona alternativa allo zucchero per le persone con diabete, come conferma Kaufman. L’American Diabetes Association concorda, ma enfatizza l’importanza della moderazione. Nell’aggiornamento 2025 dei suoi Standard di Cura nel Diabete, l’associazione afferma che dolcificanti come la stevia sono più adatti per un uso a breve termine, per supportare modelli alimentari sani riducendo l’apporto complessivo di calorie e carboidrati.
La ricerca su ulteriori benefici per la salute della stevia è ancora in fase di sviluppo. Uno studio del 2025 pubblicato su Obesity Reviews ha ad esempio smontato l’ipotesi che la stevia potesse ridurre l’appetito, non trovando alcuna evidenza di questo effetto. “L’aspetto principale da tenere a mente riguardo alla maggior parte delle ricerche sulla stevia è che non disponiamo di molti dati solidi a lungo termine sull’assunzione di stevia negli esseri umani“, spiega Weinandy.
L’esperta aggiunge che alcune ricerche hanno trovato possibili effetti benefici della stevia contro obesità, diabete e ipertensione, oltre a una potenziale azione antiossidante. Tuttavia, la maggior parte di questi studi è stata condotta su topi e ratti o in laboratorio, non su esseri umani in contesti reali. Questo limita significativamente la possibilità di trarre conclusioni definitive applicabili alla popolazione generale.
Il panorama che emerge dall’analisi degli esperti è quindi complesso: la stevia appare sicura quando utilizzata con moderazione e può essere uno strumento utile, specialmente per chi deve gestire il diabete o ridurre l’apporto calorico. Tuttavia, non è la soluzione miracolosa che alcune campagne pubblicitarie potrebbero suggerire, e la ricerca scientifica richiede ancora tempo per confermare molti dei benefici ipotizzati.



