Una storia che sembra scritta per il cinema, ma che è accaduta davvero nella provincia di Jilin, nel nord-est della Cina. Sette cani domestici, rubati per essere destinati al commercio di carne, sono riusciti a fuggire dai loro rapitori e hanno percorso insieme oltre 17 chilometri per tornare alle loro case. Il gruppo era composto da Corgi, Golden Retriever, Labrador, Pechinese e un Pastore tedesco, tutti sottratti dalle loro famiglie da ladri legati a un negozio di carne di cane.

Lo scorso 16 marzo, un automobilista li ha notati mentre camminavano compatti lungo una trafficata autostrada vicino a Changchun. Ciò che ha immediatamente colpito chi li ha filmati è stata l’organizzazione del gruppo: i cani procedevano insieme, circondando un Pastore tedesco ferito e rallentando il passo per non lasciarlo indietro. In testa al branco, un Corgi continuava a voltarsi per controllare che tutti fossero ancora uniti, assumendo il ruolo di guida improvvisata.

I filmati pubblicati sui social cinesi mostrano il gruppo muoversi tra carreggiate e campi coltivati, ignorando i tentativi delle persone di fermarli. Non sembravano randagi smarriti, ma un branco con una direzione precisa e uno scopo chiaro. Secondo una base locale di volontari per la protezione degli animali, i cani provenivano dallo stesso villaggio e si muovevano spesso insieme anche prima del furto, uniti da un legame molto forte sviluppato nel tempo.

I volontari hanno seguito la loro traccia anche con l’aiuto di un drone, mentre la storia iniziava a diffondersi rapidamente online. In poche ore i video hanno superato 230 milioni di visualizzazioni, trasformando la fuga in un caso virale che ha toccato il cuore di milioni di persone in tutto il mondo.

Dopo circa 17 chilometri percorsi insieme, i sette cani sono riusciti a tornare a casa, dove sono stati recuperati e restituiti ai proprietari appartenenti a tre famiglie diverse. Uno dei proprietari ha raccontato il sollievo provato per il ritorno del suo Pastore tedesco e di un Golden Retriever, sottolineando di essere stato fortunato a rivederli vivi. Un’altra proprietaria ha indicato proprio il Corgi come il più abile nel trovare la strada di casa, ruolo che avrebbe mantenuto anche durante l’intera fuga.

La vicenda ha riacceso il dibattito sul commercio di carne di cane in Cina, ancora non vietato a livello nazionale. Alcune città, come Shenzhen, hanno introdotto il divieto nel 2020, ma in altre aree del paese continuano a verificarsi furti di animali domestici destinati a questo mercato. Secondo associazioni locali per la protezione degli animali, rubare cani o catturare randagi resta il metodo più economico per rifornire questo business.

Il fenomeno dei furti di animali domestici per il commercio alimentare rappresenta una realtà ancora presente in diverse zone della Cina, nonostante la crescente sensibilità dell’opinione pubblica. I ladri agiscono rapidamente, sottraendo gli animali durante passeggiate o direttamente dai cortili delle abitazioni, per poi trasportarli verso i mercati o i ristoranti che ancora servono questo tipo di carne.

Intanto i sette fuggitivi sono tornati alle loro case, diventando simbolo di una storia che il web ha trasformato in un piccolo racconto di coraggio a quattro zampe. La loro fuga organizzata, la protezione del compagno ferito e la determinazione nel percorrere chilometri per tornare dai loro proprietari hanno dimostrato ancora una volta l’intelligenza sociale e il legame profondo che i cani possono sviluppare, sia tra loro che con le famiglie umane che li accudiscono.

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