Il burro è un ingrediente indispensabile in cucina, protagonista di diverse ricette dolci e salate dai biscotti alla crostata, dal ciambellone della nonna alla pasta sfoglia, fino ai risotti e alle zuppe cremose. Eppure, chi vive da solo o non lo utilizza frequentemente si trova spesso a buttarlo via prima ancora di averlo finito.
Si tratta infatti di un prodotto facilmente deperibile con una data di scadenza piuttosto breve. Non è insolito, dunque, che ammuffisca o vada a male anche prima del previsto, specialmente se la confezione è stata aperta o se non viene conservato nel modo migliore. Nonostante questo, però, esiste una soluzione semplice ed efficace per evitare lo spreco e mantenere inalterate le proprietà di questo alimento per lunghi periodi: congelarlo.
Il burro congelato, infatti, può conservarsi in freezer fino a tre o quattro mesi, un notevole allungamento della sua vita utile che permette di risparmiare denaro ed evitare sprechi alimentari. Quando si acquista un panetto da 100 o 250 grammi, dunque, è possibile congelare la porzione che non serve immediatamente per la ricetta del momento.
Una certa attenzione, però, deve essere rivolto al metodo con cui si decide di congelarlo. Sebbene sia teoricamente possibile inserirlo nel freezer con la sua confezione originale di carta, purché non sia danneggiata, il modo più pratico consiste nel ridurre il panetto restante in porzioni più piccole, tutte dello stesso peso. Anzi, l’ideale è creare porzioni da 50 grammi, in modo da scongelare solo la quantità necessaria al bisogno.

Questo accorgimento è fondamentale perché il burro scongelato, come qualsiasi alimento estratto dal freezer, deve essere consumato in tempi brevissimi e non può essere ricongelato, se non dopo averlo cotto. Una volta suddiviso in porzioni, poi, è importante avvolgere ogni porzione in un foglietto di carta da forno, per tenerle separate fra loro. Infine, tutti i pezzi vanno sistemati all’interno di un contenitore di vetro adatto alla conservazione in freezer.
A questo punto, quando serve un po’ di burro per una ricetta, basta estrarre dal la quantità necessaria qualche ora prima dell’utilizzo e lasciarla scongelare in frigorifero. Non tutti i tipi di burro, però, si congelano allo stesso modo. Quello chiarificato o quello salato, infatti, tendono a conservare meglio consistenza e sapore, soprattutto se destinati alla cottura. Il burro a basso contenuto di grassi, invece, può subire alterazioni nella consistenza una volta scongelato.
Per chi ha fretta e non può attendere lo scongelamento in frigorifero, invece, esistono alcuni metodi rapidi. Grattugiare il burro congelato direttamente nella padella, ad esempio, è ottimo per mantecare i risotti, oppure tagliarlo a fettine sottili e lasciarlo a temperatura ambiente per 20-30 minuti. Un’altra opzione consiste nel metterlo ancora avvolto in un sacchetto e immergerlo in acqua fredda. In questo modo si scongelerà rapidamente senza fondersi.
Per finire, è importante saper riconoscere quando il burro è andato a male. Anche se congelato, infatti, può irrancidire se non conservato correttamente. I segnali principali sono un odore sgradevole, pungente o acidulo che ricorda quello del formaggio, un cambiamento di colore verso tonalità marroncine e un sapore amarognolo o rancido. Se si nota uno o più di questi segnali, è meglio non rischiare e gettare via il prodotto.



