La tentazione è sempre forte: quegli occhi che ci guardano dal basso durante il pranzo, la coda che scodinzola, le fusa che accompagnano il nostro pasto. Condividere il cibo con i nostri animali domestici è un gesto naturale, quasi atavico. Nella preistoria, l’amicizia tra l’uomo e il lupo è iniziata proprio così, con gli esseri umani che offrivano i loro avanzi ai lupi più intraprendenti. Migliaia di anni dopo ripetiamo quotidianamente lo stesso gesto, ma oggi possiamo chiederci se sia davvero corretto.

La buona notizia è che quasi tutti i cibi di cui si nutre l’essere umano sono adatti o comunque tollerati dagli animali domestici, ma esistono alcuni dettagli fondamentali che non vanno assolutamente trascurati. Vediamo allora cosa possono mangiare i cani e i gatti dalla nostra tavola e, soprattutto, cosa deve rimanere fuori dalla loro portata.

Le quantità

Il primo punto critico riguarda proprio le quantità. A meno che non abbiate un cane atleta o un cane di taglia molto grande, anche porzioni minuscole di cibo umano possono alterare in modo significativo il bilancio calorico giornaliero. Un pezzetto di formaggio da 15 grammi, per un gatto, ad esempio, equivale a due hamburger per una persona adulta. Tre fette di salame, per un cane di taglia medio-piccola, hanno un impatto analogo. Il fabbisogno energetico di alcuni animali domestici è sorprendentemente basso, e piccoli fuori pasto aprono rapidamente la strada all’obesità.

La qualità del cibo

Il secondo aspetto fondamentale riguarda la qualità del cibo offerto. Questo problema si pone maggiormente nel cane che nel gatto, essendo quest’ultimo molto selettivo nei confronti del cibo. Il cane, che accetta con entusiasmo quasi ogni offerta, non deve trasformarsi in un bidoncino dell’umido in cui versare tutti gli avanzi della tavola. Il suo apparato digerente è più corto rispetto a quello dell’uomo e questo fa sì che l’intestino sia uno dei punti deboli della specie</strong>: è estremamente facile che un cane vada in diarrea.

Quindi, se è vero che un pezzettino di carne, di formaggio o di pane dati dalla tavola non li uccidono, cibi troppo grassi come ritagli di carne, fritti, insaccati e intingoli, insieme a ossa cotte, verdure a pezzettoni e dolciumi, sono ciò che predispone a eventi spiacevoli nel breve o nel lungo periodo.

Alimenti permessi

Esistono, invece, alimenti semplici, digeribili e con un contenuto di grassi moderato che possiamo dare ai quadrupedi domestici, purché offerti sempre con misura. Tra questi troviamo piccoli pezzetti di carne magra, prestando particolare attenzione al maiale che deve essere sempre ben cotto. I formaggi possono essere offerti in quantità molto ridotte, meglio se stagionati e non erborinati. Qualche strisciolina di prosciutto cotto è ammessa, ma vanno evitati salame e prosciutto crudo.

Pezzettini di pasta in bianco, riso bollito e piccoli bocconi di pane sono generalmente tollerati dai cani. La verdura va bene, ma dovrebbe essere sempre tritata o frullata poiché i pezzi interi possono irritare l’intestino. Anche la frutta è ammessa, purché non troppo matura e somministrata solo in piccole quantità, evitando categoricamente uva e uvette secche. Una nota importante per i gatti: essendo carnivori stretti, i carboidrati come pane, pasta e riso sono sconsigliati.

Gatto che asaggia il cocomero
Gatto che assaggia il cocomero – Fonte: Unsplash

Alimenti vietati

Alcuni alimenti dalla nostra tavola devono essere evitati assolutamente per cani e gatti. La carne di maiale cruda o poco cotta rappresenta un rischio di pseudorabbia suina, una condizione letale. Le alliacee, che includono cipolle, aglio, porri, scalogno e affini, possono causare anemia emolitica. Le noci di macadamia comportano una potenziale neurotossicità, mentre l’avocado presenta rischi gastrointestinali.</

L’uva e l’uvetta sono particolarmente pericolose perché possono causare insufficienza renale acuta anche a dosi minime. Il cioccolato contiene teobromina, una sostanza potenzialmente letale per gli animali domestici. I dolciumi in genere, con il loro elevato contenuto di zuccheri e grassi, comportano il rischio di pancreatite e obesità. Infine, le ossa cotte possono causare ostruzioni e perforazioni intestinali.

Una merenda sana con il salmone

Per chi, invece, desidera preparare uno snack sano e sicuro, le striscioline di salmone rappresentano un’ottima soluzione monoproteica da somministrare in piccole quantità. La preparazione è semplice: si acquista un pezzo di salmone abbastanza spesso e lo si taglia perpendicolarmente in striscioline sottili. Si dovrebbero ottenere listelli lunghi circa 6-7 centimetri, alti 1 o 2 centimetri e spessi 0,5 centimetri. Dopo averli disposti su una teglia da forno, si infornano a 150 gradi in forno statico per 45 minuti.

La salute dei nostri amici a quattro zampe, dunque, passa anche attraverso ciò che condividiamo dalla nostra tavola. Con le giuste conoscenze e un po’ di buonsenso, quel momento di condivisione può rimanere un gesto d’affetto sicuro e responsabile.

 

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