Come funziona la pentola a pressione: Storia, principio di funzionamento e vantaggi

Come funziona la pentola a pressione

La pentola a pressione è un utensile da cucina che consente di cuocere gli alimenti in modo più rapido grazie all’aumento della temperatura interna. Il suo funzionamento si basa su un principio fisico: aumentando la pressione all’interno della pentola, il punto di ebollizione dell’acqua sale da 100°C a valori superiori, fino a 118°C.

Ciò permette di ridurre sensibilmente i tempi di cottura, anche del 70% rispetto alle tradizionali pentole a pressione atmosferica. La pressione in eccesso viene creata dalla chiusura ermetica del coperchio dotato di apposite valvole. Man mano che il vapore tende ad uscire, le valvole si chiudono mantenendo la pressione costante.

Questo rivoluzionario sistema di cottura, se utilizzato correttamente, mantiene intatte proprietà e sapori degli alimenti, riducendo sprechi. Ecco perché la pentola a pressione è uno strumento indispensabile in cucina.

Quando è stata inventata la pentola a pressione

La pentola a pressione ha una storia lunga almeno due secoli, con continui miglioramenti che l’hanno resa l’utensile efficiente e sicuro che conosciamo oggi. L’idea di cottura in ambiente pressurizzato nasce nel XVII secolo ad opera del fisico francese Denis Papin, che mise a punto un “digestore” destinato alla sterilizzazione. Ma il primo vero antenato della pentola a pressione si deve all’inventore francese Georges Giraud, che nel 1679 brevettò un pentolone chiuso ermeticamente per cuocere in breve tempo carne e verdura.

Nei decenni successivi sorsero diversi modelli, via via più perfezionati nel meccanismo a valvole. La svolta ci fu nel 1914 quando l’ingegnere spagnolo José Alix Martínez mise a punto la “pentola Martínez“, dotata di dispositivi di sicurezza. Da allora la pentola a pressione si è evoluta fino alle odierne versioni elettriche multifunzione, pur conservando lo stesso principio originario.

Caratteristiche usi della pentola a pressione

Ha la caratteristica peculiare di cuocere gli alimenti in ambiente pressurizzato grazie al coperchio ermetico che intrappola il vapore, innalzando la temperatura interna fino a 120-130°C. Ciò permette di dimezzare drasticamente i tempi di cottura. Questo utensile presenta solitamente due tipi di valvole: quella di esercizio per mantenere la pressione costante e quella di sicurezza, che entra in azione liberando vapore in eccesso.

Quando si sente il caratteristico fischio, vuol dire che la pentola ha raggiunto la pressione ottimale e si può abbassare la fiamma. È importante utilizzare sempre un liquido di cottura come brodo o acqua, mai cuocere a secco. Inoltre non bisogna inserire contenitori sigillati che potrebbero scoppiare. Grazie alle sue peculiari caratteristiche, la pentola a pressione cuoce rapidamente preservando vitamine e proprietà degli alimenti.

Principio di funzionamento della pentola a pressione

Il funzionamento si basa su un principio fisico: l’aumento della temperatura di ebollizione dell’acqua al crescere della pressione. Mentre a pressione atmosferica l’acqua bolle a 100°C, nella pentola a pressione raggiunge temperature di 118-120°C. Ciò è reso possibile dalla chiusura ermetica tramite il coperchio dotato di apposite valvole. Man mano che il vapore tende ad uscire, le valvole si chiudono mantenendo la pressione costante all’interno della pentola.

Questo comporta un consistente risparmio di tempo nella cottura degli alimenti, anche del 70% rispetto alle pentole tradizionali. Il calore che si concentra nella pentola a tenuta permette inoltre di cucinare con poco liquido preservando vitamine, sali minerali e proprietà degli ingredienti. Comprendere il principio di funzionamento della pentola a pressione ci fa capire perché questo utensile è così prezioso in cucina.

Come funzionano le valvole di una pentola a pressione

Le valvole sono elemento fondamentale nel funzionamento. Questo utensile presenta principalmente due tipologie di valvole:

  • La valvola di esercizio serve per mantenere la pressione costante all’interno della pentola. Quando il vapore tende ad uscire, questa valvola si chiude ermeticamente permettendo di raggiungere temperature di cottura più elevate.
  • La valvola di sicurezza entra invece in azione per limitare l’eccessiva pressione interna. Quando viene superato il limite massimo di pressione prestabilito, questa valvola si apre automaticamente liberando vapore in eccesso e riportando la pentola in condizioni di sicurezza. Il caratteristico fischio segnala appunto l’apertura della valvola di sicurezza.

Grazie al perfetto funzionamento di questi dispositivi la pentola a pressione permette di cuocere rapidamente e in sicurezza. Le valvole garantiscono il mantenimento della pressione ottimale evitando pericolosi picchi che potrebbero danneggiare l’utensile.

Quali sono i materiali più comuni utilizzati per la costruzione delle valvole di una pentola a pressione?

I materiali più comunemente utilizzati per la costruzione delle valvole di una pentola a pressione sono:

  • Acciaio inossidabile: è il materiale più diffuso per le valvole di qualità. Resistente alla corrosione e alle alte temperature, l’acciaio inox garantisce robustezza e durata nel tempo.
  • Silicone: spesso utilizzato per gli inserti delle valvole, il silicone è flessibile, resistente al calore e impermeabile. Permette una perfetta chiusura ermetica.
  • Plastica: le valvole di qualità inferiori possono essere costruite in plastica termoindurente come bakelite, nylon, ABS. economiche ma meno resistenti.
  • Gomma: talvolta utilizzata negli inserti delle valvole di sicurezza per garantire una chiusura flessibile ed ermetica.
  • Ottone e bronzo: in alcuni modelli di pregio possono essere realizzati elementi decorativi e meccanismi in ottone o bronzo, materiali robusti e durevoli.

L’acciaio inossidabile resta comunque la scelta migliore per garantire funzionalità e lunga durata delle valvole della pentola a pressione.

Cosa succede se la pressione all’interno della pentola a pressione diventa troppo alta?

Quando la pressione interna della pentola a pressione supera il livello di sicurezza prestabilito, si attivano alcuni meccanismi protettivi per evitare pericolose conseguenze. Innanzitutto entra in funzione la valvola di sfogo, che libera vapore in eccesso riducendo rapidamente la pressione nella pentola. Si avverte in questo caso il caratteristico fischio della valvola. Se anche questo sistema non dovesse bastare, i modelli più avanzati sono dotati di un fusibile termico che fa saltare il bloccaggio del coperchio, facendolo sollevare leggermente e riportando la pentola alla pressione atmosferica.

In casi estremi, l’eccessiva pressione potrebbe provocare la deformazione del fondo della pentola. Per questo è indispensabile seguire le indicazioni d’uso e non ostruire le valvole, per scongiurare ogni rischio dovuto ad un eccessivo aumento della pressione interna. monitorando la pentola si evitano pericolosi incidenti.

Differenze tra pentola a pressione e pentola tradizionale

La differenza sostanziale tra pentola a pressione e pentola tradizionale risiede nel metodo di cottura. La pentola normale cuoce gli alimenti a 100°C, temperatura di ebollizione dell’acqua a pressione atmosferica. Ciò richiede tempi lunghi per ammorbidire fibre e legami delle pietanze. La pentola a pressione sfrutta invece la pressurizzazione interna per portare l’acqua ad ebollire a 118-120°C, grazie al coperchio ermetico e alle valvole che trattengono il vapore.

Questo permette di dimezzare i tempi di cottura preservando le proprietà degli alimenti. Inoltre, il ridotto volume d’aria e l’assenza di ossigeno impediscono reazioni di ossidazione: i cibi risultano più gustosi e fragranti. La cottura a pressione concentra sapori e nutrienti con l’utilizzo di poco liquido. Per questi motivi la pentola a pressione sta soppiantando quella tradizionale in molte cucine.

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