L’immagine è potente: fuori il gelo, cinque gradi sotto zero, due bambini piccoli e una stalla illuminata da un generatore. Dentro, una delle attrici più famose di Hollywood. No, non è una scena di un film, ma un episodio reale della vita di Amanda Seyfried.

Lontana dai red carpet e dalle première, l’attrice di Mamma Mia! ha scelto una strada che sorprende molti: vivere in una fattoria nello stato di New York e trasformarla in un rifugio per animali in difficoltà. Non un passatempo chic da star, ma un progetto strutturato, registrato come organizzazione no profit 501, dedicato al recupero di animali anziani, malati o abbandonati.

In un’intervista a Vogue ha raccontato una quotidianità fatta di sveglie all’alba, fango sotto gli stivali e cure continue. Accanto a lei ci sono il marito, l’attore Thomas Sadoski, e i loro due figli. Insieme si prendono cura di sei cavalli, un pony, un asino, capre arrivate da donazioni private, galline di ogni razza, gatti salvati dai rifugi e anatre che popolano stagno e fienile. Ogni animale ha una storia complicata: traumi, malattie, età avanzata. Qui non si compra per capriccio, si accoglie per necessità.

La vita in campagna, dunque, non è un quadretto bucolico. Durante una violenta tempesta di ghiaccio, ad esempio, la famiglia è rimasta senza riscaldamento nella casa principale. L’unico edificio con corrente era la stalla dei cavalli, collegata a un generatore. Così si sono trasferiti lì per la notte. Freddo intenso, condizioni spartane, zero comfort. Lei ha liquidato l’episodio con una frase semplice: è quello che succede quando scegli di vivere nella natura.

E proprio i cavalli sono il cuore del santuario. Spesso arrivano segnati da esperienze difficili e richiedono attenzioni costanti. La Seyfried li monta raramente, preferisce, piuttosto, “abbracciarli da terra”, come ha raccontato. È una scelta che dice molto: il rapporto non è basato sulla prestazione, ma sulla cura, non c’è esibizione ma solo presenza.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, però, non è stata la maternità a spingerla lontano dalla città. Aveva già lasciato New York prima di avere figli alla ricerca di silenzio, privacy ed uno spazio in cui respirare. In un’intervista a Forbes aveva spiegato che vivere nei boschi dei Catskills è stato fondamentale per la sua salute mentale. In un ambiente dove l’esposizione mediatica è costante e spesso aggressiva, dunque, la campagna è diventata una forma di protezione.

Naturalmente non mancano le difficoltà: predatori notturni che minacciano gli animali più fragili, spese veterinarie importanti, inverni rigidi che mettono alla prova strutture e persone. È una scelta che richiede tempo, denaro, energia. Eppure, proprio in questo equilibrio tra fatica e senso di responsabilità, l’attrice sembra aver trovato qualcosa di solido.

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