Un gatto di tre anni trattato come un oggetto qualunque, messo in vendita per 30 sterline su una piattaforma che vieta espressamente la compravendita di animali. È quanto accaduto su Vinted, celebre sito per l’acquisto e la vendita di articoli di seconda mano, dove Albert è finito in un annuncio che non avrebbe mai dovuto esistere. A salvarlo è stato l’intervento tempestivo di una volontaria che ha deciso di non voltare lo sguardo.

L’inserzione è stata individuata da Abi Left, fondatrice di Left Paw Cat Rescue, organizzazione attiva nel sud di Birmingham specializzata nel recupero di gatti randagi, abbandonati o in condizioni di vulnerabilità. Nonostante il regolamento del sito vieti esplicitamente questo tipo di vendite, l’annuncio era online e il rischio che l’animale finisse nelle mani sbagliate era già concreto. Il prezzo fissato era di circa 34 euro.

Una volta contattata la venditrice, Abi si è recata di persona a ritirare il gatto. Il passaggio di mano è avvenuto senza alcun tipo di controllo o verifica. La volontaria ha raccontato quanto accaduto senza giri di parole:

Non ho nemmeno detto che venivo da un centro di recupero,lei non ha fatto nessuna verifica, era semplicemente molto, molto felice di consegnarmi il suo gatto.

Secondo quanto riferito dalla fondatrice di Left Paw Cat Rescue, la venditrice le avrebbe confidato di essere oggetto di critiche per l’annuncio pubblicato, ma di non capirne il motivo. Le sue parole, riportate dalla volontaria, sono state esplicite:

Non vedeva cosa ci fosse di sbagliato” nel mettere in vendita un animale domestico come un qualsiasi capo d’abbigliamento usato.

Dopo la segnalazione del caso, Vinted ha rimosso l’inserzione. Un portavoce della piattaforma ha dichiarato che l’azienda non tollera assolutamente questo tipo di comportamento e ha ribadito che il sito non è un luogo per la vendita di animali, come stabilito nelle Regole del Catalogo. La società ha spiegato di utilizzare software specifici per individuare inserzioni vietate e di esaminare rapidamente ogni segnalazione degli utenti, procedendo con la rimozione dei contenuti non conformi al regolamento.

Per Abi Left, il prezzo fissato per Albert racconta una storia ancora più dura della vendita stessa. La volontaria ha affermato che quelle 30 sterline dimostrano che il proprietario non aveva dato alcun reale valore alla sua vita. Una constatazione che ha acceso il dibattito tra associazioni animaliste e utenti dei social network, alcuni dei quali hanno persino criticato la stessa volontaria per aver “comprato” il gatto pur di sottrarlo a una situazione di pericolo.

Quando Albert è stato prelevato, le sue condizioni fisiche erano buone, ma il suo comportamento raccontava una storia diversa. La fondatrice di Left Paw Cat Rescue ha spiegato che l’animale era molto spaventato e che continuava a nascondersi anche dopo essere arrivato nella casa famiglia che lo ha accolto. Un atteggiamento descritto come normale, destinato a migliorare con il tempo e le cure adeguate.

Il 18 dicembre è arrivata la conferma che il gatto era al sicuro e protetto, affidato a Rebekah, la sua mamma affidataria. Albert non era né sterilizzato né microchippato, e l’organizzazione ha provveduto immediatamente a regolarizzare la sua situazione sanitaria e legale.

Il 7 gennaio un nuovo aggiornamento ha portato una ventata di speranza: dopo settimane trascorse nascosto, Albert ha fatto un passo decisivo lasciandosi prendere in braccio e sedendosi in grembo alla sua affidataria. Un segnale importante che indica come il gatto stia gradualmente superando il trauma vissuto e iniziando a fidarsi nuovamente delle persone.

Nei prossimi giorni Albert verrà sterilizzato e, se tutto procederà come previsto, Rebekah lo adotterà definitivamente. Una conclusione felice per un caso che ha sollevato interrogativi sulla facilità con cui, nonostante i divieti, gli animali possano essere trattati come merce su piattaforme online pensate per tutt’altro scopo.

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