Ogni anno, quando si avvicina la Pasqua, sulle tavole italiane torna lei: la pastiera. Dolce antichissimo, nato nella tradizione partenopea, con il suo ripieno profumato di ricotta, grano cotto, scorze d’agrumi e fiori d’arancio, racchiuso in una frolla dorata. Per decenni, dunque, parlare della migliore pastiera d’Italia significava guardare verso il Sud, verso Napoli e la Campania. Ma da qualche anno qualcosa sembra essere cambiato.

Juri Caseri, capo pasticciere della Forneria del Lago di Paratico, in provincia di Brescia, si è aggiudicato il primo posto al concorso Regina Pastiera, la competizione dedicata interamente a questo dolce simbolo della Pasqua. Non solo: ha conquistato anche il primo posto a Regina Colomba, concorso parallelo, realizzando una doppietta storica che segna il ritorno della pasticceria festiva lombarda ai vertici nazionali.

Al secondo e terzo posto si sono classificate rispettivamente la Pasticceria Cumuniello di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, e la Pasticceria La Gioia di Taranto, due realtà del Sud che confermano l’alto livello della tradizione meridionale, pur non riuscendo questa volta a raggiungere il gradino più alto del podio.

Il concorso è organizzato da Stanislao Porzi, lo stesso appassionato che dal 2008 promuove Re Panettone a Milano, e ha visto la sua prima edizione nel 2021. Le regole sono rigorose: tutti i partecipanti devono superare una preselezione qualitativa, i prodotti devono essere rigorosamente artigianali, realizzati con ingredienti naturali e nel rispetto del disciplinare tradizionale.

I dolci vengono presentati in forma anonima e giudicati da una giuria di esperti in base a estetica, profumo, gusto, consistenza, sapore e fedeltà alla ricetta originale. La pastiera, a differenza di panettone e colomba, ha un ripieno facilmente deperibile e deve essere preparata al massimo cinque giorni prima della valutazione.

Anche nella categoria colomba, Caseri si è dimostrato imbattibile. Al secondo posto si è piazzata la Pasticceria Memmolo di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino. Terza posizione per la Pasticceria Rizzo di Tarcento, in provincia di Udine, a testimonianza di quanto la pasticceria artigianale italiana sappia esprimere eccellenza da nord a sud.

Negli ultimi dieci anni, i pasticcieri campani hanno dominato i concorsi dedicati al panettone, dolce natalizio per eccellenza di Milano: non per caso, ma per talento e dedizione autentica. Oggi, con la pastiera, avviene il contrario. Un artigiano lombardo ha saputo padroneggiare un’arte nata lontano dalla sua terra.

E non è la prima volta che succede: nell’edizione precedente di Regina Pastiera, a vincere era stata la pasticciera Giulia Ripamonti di Vimercate, che aveva studiato i segreti della pastiera direttamente da un maestro napoletano. La tradizione, insomma, si trasmette, si impara, si porta con sé e fiorisce anche a mille chilometri dal luogo di origine.

In fondo, è proprio questo lo spirito della cucina italiana: i confini non sono rigidi, i saperi circolano, si mescolano e si reinventano. La vittoria di Caseri non rappresenta una sconfitta per la tradizione napoletana, ma piuttosto la conferma che quando la qualità artigianale e il rispetto per la ricetta si incontrano, possono nascere <strong>eccellenze autentiche</strong> ovunque nel Paese.

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