La Pasqua è alle porte e con lei arrivano anche alcune tradizioni popolari diventate sempre più seguite anche in Italia per abbellire la casa e la tavola. Una di queste riguarda la decorazione delle uova e, in modo particolare, quelle Pysanky. Il termine viene dalla forma plurale di pysanka, ossia la parola ucraina pysaty che significa scrivere.
Non si tratta, infatti, di semplici uova decorate, ma di vere e proprie creazioni scritte a mano, prima con la matita e poi con cera d’api fusa, seguendo una tecnica simile al batik utilizzato sui tessuti.
La progettazione del disegno
Le pysanky possono essere sia semplici che elaborate, ma ciò che rende davvero speciale una pysanka tradizionale non è solo la complessità del disegno. Anche i motivi più essenziali possono risultare sorprendenti. Il vero segreto risiede nella simmetria e nella precisione con cui viene realizzato il lavoro. Ogni decorazione viene disegnata all’interno di una griglia tracciata meticolosamente, spesso utilizzando un metro a nastro per garantire misure esatte.
Se l’uovo viene diviso a metà, ognuna deve misurare esattamente lo stesso. Lo stesso principio vale per i quadranti: ciascuno deve avere dimensioni identiche. L’intero disegno, semplice o dettagliato che sia, dipende da queste prime misurazioni per risultare equilibrato. Questa precisione iniziale, dunque, è particolarmente importante se si intende creare una pysanka molto elaborata.
Come scegliere l’uovo
La scelta dell’uovo, poi, rappresenta il primo passo fondamentale. I gusci devono essere lisci, privi di crepe e senza zone trasparenti quando vengono tenuti controluce, poiché questi punti potrebbero indicare un guscio debole. Tradizionalmente le uova venivano lasciate intere, ma questa pratica comporta un rischio: durante la decomposizione interna possono accumularsi gas che causano l’esplosione dell’uovo, rovinando tutto il lavoro artistico e producendo un odore sgradevole.
Per questo motivo molti artisti preferiscono svuotare l’uovo prima di iniziare. Il foro praticato per svuotarlo va poi tappato con un po’ di cera d’api, impedendo al colorante di penetrare durante l’immersione. Prima di iniziare la decorazione, è importante pulire accuratamente i gusci con un detergente delicato.
La kistka
Una volta tracciata la griglia e il disegno base con la matita, si passa alla fase più caratteristica: coprire con cera le aree che devono rimanere bianche, assumendo di lavorare su un uovo di gallina bianco. Lo strumento tradizionale utilizzato in questo passaggio si chiama kistka, una sorta di penna stilografica riscaldata in cui l’inchiostro è sostituito dalla cera d’api fusa che scorre dalla punta.
Esistono diversi tipi di kistky. Quelle manuali, che è possibile trovare in un kit per chi si vuole avvicinare a questa arte, devono essere riscaldate sulla fiamma di una candela e poi immerse in un blocco di cera d’api solida. La cera si scioglie, diventa nera per via del carbonio della fiamma e risale all’interno della kistka. Durante il disegno, un filo di cera d’api viene rilasciato sull’uovo. È fondamentale utilizzare solo cera d’api pura: il suo punto di fusione permette di maneggiarla facilmente, si scioglie senza difficoltà e non si stacca dall’uovo durante la lavorazione.
Le kistky elettriche, invece, mantengono una temperatura costante e sono preferite dagli artisti più esperti che hanno realizzato molte pysanky. Utilizzano cera d’api già annerita poiché non c’è la fiamma a scurirla naturalmente. Sono, però, circa dieci volte più costose rispetto a quelle manuali. Entrambi i tipi, comunque, sono disponibili con punte di varie dimensioni, permettendo all’artista di creare linee da extra sottili a spesse.
Indipendentemente dal tipo di kistka utilizzato, va ricordato che non è lo strumento a creare una bella pysanka. Il risultato finale dipende principalmente dalla pianificazione e dalla precisione del disegno. Durante l’applicazione della cera, è consigliabile tracciare la linea allontanandola da sé, non verso di sé. Molti artisti di pysanky preferiscono ruotare l’uovo anziché muovere la kistka, una tecnica che richiede pratica ma si rivela molto efficace.
Colorare le uova
Il processo di colorazione segue un principio fondamentale: ogni volta che si applica cera d’api su un’area, si sigilla il colore sottostante. Quindi le prime linee tracciate su un uovo bianco rimarranno bianche per tutto il processo. Ogni volta che l’uovo viene tinto di un nuovo colore e si aggiunge altra cera, quel colore viene sigillato. Attraverso questa alternanza di tintura e ceratura si costruisce gradualmente il motivo decorativo.
Esistono molti coloranti sul mercato presso i negozi specializzati in forniture per pysanky. I più diffusi sono economici coloranti chimici all’alanina utilizzati per il batik e per tingere lana e seta. È importante sapere che non sono coloranti alimentari, quindi non vanno utilizzati sulle normali uova sode destinate al consumo pasquale. I coloranti vengono solitamente diluiti con acqua calda e aceto o acido citrico granulare, che ne aumenta la potenza. Alcuni colori, come il rosa e l’arancione, potrebbero non richiedere l’aggiunta di aceto, quindi è sempre bene controllare le istruzioni sulla confezione.
La tintura delle uova rappresenta un processo di apprendimento continuo. Colori vibranti possono essere ottenuti su un uovo, mentre un altro può risultare opaco. I gusci assorbono il colorante a velocità diverse e ci sono trucchi del mestiere che si imparano con l’esperienza. Anche il semplice atto di tingere un uovo vuoto, che tende a galleggiare in superficie, può risultare frustrante. Un suggerimento pratico: utilizzare sacchetti di plastica per tenere l’uovo immerso nel colorante, che tingerà direttamente attraverso il sacchetto. I sacchetti possono essere usati anche per conservare il colorante, purché ben sigillati.
Alcuni coloranti si lavano via completamente, altri non si rimuovono affatto. Un barattolo extra di colorante arancione può essere utilizzato come soluzione di lavaggio: l’arancione è l’unico colore che permette di modificare la palette cromatica senza dover incidere o candeggiare l’uovo.
Per i principianti, la routine migliore consiste nel partire dal colore più chiaro e procedere verso il più scuro. Giallo, arancione, rosso e nero sono colori collaudati e affidabili, utilizzati fin dalle origini delle pysanky. Per aggiungere tocchi di verde o blu, si può applicare il colore con un pennello in punti specifici dell’uovo prima di immergerlo nel giallo, quindi coprire con la cera.
Come rimuovere la cera
Quando il disegno è completo, l’uovo risulta coperto di cera e la decorazione è difficilmente visibile, rendendo delicata la fase finale. Esistono diversi metodi per rimuovere la cera. Un modo efficace consiste nel riscaldare l’uovo vicino, ma non sopra, una fiamma viva e asciugare la cera con un panno morbido man mano che si scioglie.
Lo stesso risultato si può ottenere in un forno caldo, in un fornetto o con un asciugacapelli a temperatura elevata. L’unica difficoltà di questa tecnica è che richiede molto tempo e, se non si presta attenzione con la fiamma, si possono creare striature di carbonio che non si rimuovono dall’uovo su cui si è lavorato con tanta cura.
Un metodo alternativo prevede l’uso di un raschietto per pentole, quei dischetti rettangolari di plastica utilizzati per pulire pentole e padelle dopo la cottura. Dopo aver scaldato l’uovo con le mani per ammorbidire la cera, è possibile raschiarne via delicatamente la maggior parte.
I residui possono essere rimossi con un cotton fioc o un batuffolo di cotone imbevuto in acqua ragia minerale o liquido per accendini, quindi asciugato con un panno morbido. Anche in questo caso occorre prestare attenzione nell’uso di questi prodotti, e il cotone va smaltito correttamente poiché rimane infiammabile.
Una volta rimossa la cera, l’uovo può essere sigillato con uno spray di poliuretano resistente ai raggi UV, che conferisce una bella lucentezza senza risultare troppo lucido. In alternativa, si possono applicare diversi strati di vernice trasparente per legno Varathane Diamond per ottenere una brillantezza cristallina.



