Valentino Garavani, lo stilista che ha vestito regine, dive e first lady con creazioni da sogno, è morto all’età di 93 anni lasciando un’eredità che va oltre la moda. Per tutta la sua straordinaria carriera, infatti, il designer ha mantenuto una priorità assoluta e mai nascosta: i suoi cani venivano prima di tutto, anche delle collezioni più importanti.

Per Valentino i quattrozampe non sono mai stati semplici animali domestici. Erano famiglia, presenza costante, compagnia quotidiana nella vita privata e professionale. Lo seguivano ovunque: in casa, in atelier, sugli aerei, in barca, durante i viaggi e perfino nei momenti più delicati del lavoro creativo.

Così, nel corso degli anni, accanto a lui ci sono stati sei carlini, tutti con nomi che iniziavano per la lettera M: Molly, Milton, Monty, Margot, Maude e Maggie. Una scelta affettuosa e riconoscibile, diventata quasi una firma parallela a quella stilistica.

@fashion_icons_one

In principio fu Oliver, che diede il nome alla linea giovane di Valentino.
Poi Tobias. Poi Molly, Milton, Monty, Margot, Maude e Maggie.
Tutti carlini. Tutti amatissimi.
I cani più iconici e glamorous del fashion system. Altro che vita da cani: jet privati, autista, dog sitter h24.
Ma come ci ricorda Molly alla fine del video, quando è il momento di essere cani…
non c’è “couture attitude” che tenga 😂 #fashionicons #icons #valentinogaravani #pugs #animali

♬ suono originale – FASHION ICONS

I carlini, però, non erano solo presenti nella vita di Valentino, erano protagonisti. Tnto che lo stilista li ha voluti anche nella locandina del film Valentino:The Last Emperor, rendendoli parte integrante del racconto della sua vita. Questa scelta non era casuale, ma rappresentava l’importanza che questi animali avevano nel suo quotidiano e nella sua identità.

Avrei adorato avere dei figli. Ma considerato quanto sono ansioso anche solo con i miei cinque cani carlini, meglio così. Quando parto mando il veterinario due volte a settimana e chiamo continuamente per sapere come stanno. Sarei stato un padre infelice.

Parole dirette, senza interpretazioni. I cani non come sostituti affettivi, ma come parte di una vita costruita intorno alla sensibilità, alla cura e a un bisogno costante di presenza. Una scelta consapevole che lo stilista ha sempre rivendicato con onestà.

Ma com’era organizzata la quotidianità di questi pelosi così privilegiati? I carlini di Valentino vivevano circondati da ogni comodità: collarini personalizzati, pendenti con i nomi incisi, maggiordomi dedicati, auto private per raggiungere il jet personale dello stilista. Ma il vero privilegio era un altro, ossia stare sempre con lui. Durante i viaggi, però, Maude era l’unica a non separarsi mai da Valentino. Gli altri venivano accompagnati dal personale di fiducia, spesso insieme a Giancarlo Giammetti, storico compagno e socio dello stilista.

I carlini erano presenze abituali anche sul posto di lavoro. Non solo sdraiati sui divani dell’atelier, ma liberi di muoversi tra stoffe e manichini. Il regista Matt Tyrnauer, autore di The Last Emperor, ha raccontato:

C’è una scena nel film in cui stanno confezionando un abito da 100.000 dollari, e uno dei carlini esce da sotto.

Anche le modelle hanno più volte ricordato quell’atmosfera particolare, con la presenza dei quattrozampe durante le prove delle sfilate. Un’immagine che contrasta con l’idea tradizionale dell’alta moda, ma che rivela l’autenticità di un uomo che non ha mai accettato compromessi sui suoi affetti più profondi.

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