E’ormai risaputo che i nostri amici a quattro zampe, cani e i gatti, possono essere soggetti ad alcuni disturbi emotivi come depressione, ansia o isolamento, esattamente come i loro umani. Ma come si manifesta questa condizione e come è possibile intervenire per alleviare il loro disagio?

Il primo campanello d’allarme è rappresentato da alcuni cambiamenti nel comportamento sociale o nell’interazione con le persone ed i loro simili. Capirlo non è facile sempre facile, ma alcuni atteggiamenti possono rappresentare un avvertimento da non sottovalutare.

Ad esempio, se il cane o il gatto passano molto tempo sdraiati in una sorta di stato letargico, è il caso di iniziare a porsi delle domande e prendere dei provvedimenti. In questo caso, infatti, sono svegli ma preferiscono stare sdraiati a guardare il mondo intorno a loro o, semplicemente, sembrano aspettare qualcosa.

Coccolare il gatto
Coccolare il gatto – Fonte: Unsplash

Un atteggiamento che potrebbe derivare forse da qualche cambio delle abitudini notturne, in cui non riescono a riposare in maniera perfetta. Come noi, che possiamo essere nervosi, oppure talmente stanchi da apparire senza forze, così anche cane e gatto cadono in uno stato di tristezza e malumore.

Oltre a questo, poi, possono manifestare atteggiamenti di paura, andando a nascondersi dietro divani e mobili, oppure accovacciandosi al suolo in posa sottomessa, dimostrando un senso di arrendevolezza dovuto alla tristezza. Ma anche un’improvvisa iperattività può essere sinonimo di questo stato d’animo. Il cane, in particolare, tende a voler scaricare lo stress dovuto alla tristezza esagerando nell’atteggiamento opposto.

Per quanto riguarda i felini, invece, un segno inequivocabile potrebbe essere il cambiamento repentino di alcune abitudini, come quella di lavarsi. Si tratta, infatti, di un’attività fondamentale per il gatto che non solo serve a preservare il manto ma anche a dimostrare la propria cura per l’igiene.

A questo punto, come risolvere la questione e ridare al proprio amico peloso la serenità perduta? Esistono diversi modi per contribuire alla felicità dei nostri amici a quattro zampe. Innanzitutto, concentrarsi su di lui. Sopra ogni altra cosa, la presenza del proprio umano è importantissima per l’animale, anche se potrebbe non dimostrarlo sempre, come nel caso del gatto. Importante, dunque, è assicurarsi di dar loro abbastanza tempo da trascorrere insieme, parlando loro con gentilezza, concedendosi a coccole e giochi divertenti.

Un’altra soluzione valida potrebbe essere anche un cambiamento nella routine come, ad esempio, cucinare una nuova ricetta fatta in casa. Cambiando alcune abitudini si scatenano nel cane e nel gatto delle reazioni differenti, utilissime per tirarlo fuori dalla tristezza.

Per concludere, poi, vale la pena soffermarsi su un determinato momento in cui un cane o un gato possono mostrare tristezza: ossia quando vengono sgridati dal proprio umano. Una reazione, questa che, stando ad una recente ricerca, sembra nascondere ben altro. Cani e gatti, infatti,non sono in grado di provare rimorso.

Questo vuol dire che, quando si vede il proprio cucciolo sgranare gli occhioni, abbassare la testa e guaire, quasi ferito dai rimproveri o dal vedersi muovere davanti al naso l’oggetto delle sue morbose attenzioni, lo fa perché ha capito che la ramanzina durerà meno assumendo quell’espressione. Cane e gatto, infatti, non proveranno senso di colpa ma comprendono alla perfezione che determinati atteggiamenti in risposta servono solo a far smettere prima la sgridata.

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