Coccolare gli animali è diventato un lavoro a tutti gli effetti, e non si tratta più solo di una passione da coltivare nel tempo libero. Recentemente, nel Salento, è emersa un’iniziativa che ha attirato l’attenzione di molti, ossia corsi di formazione per accarezzatori professionisti, promossa dalla Clinica Veterinaria a Taviano, in provincia di Lecce. Secondo il dottor Antonio D’Argento, direttore della struttura, queste figure, dopo aver completato un percorso formativo dedicato, potranno guadagnare prendendosi cura di cani, gatti e altri animali domestici, contribuendo attivamente al loro benessere.
L’idea alla base di questo progetto è che l‘amore per gli animali non debba rimanere confinato alla sfera personale, ma possa trasformarsi in una professione riconosciuta e retribuita. Ma cosa significa concretamente fare di questa vocazione un mestiere? E quali sono le reali opportunità lavorative oggi in Italia nel campo della pet therapy e degli Interventi Assistiti con Animali?
L’iniziativa del Salento, che ha preso il via il 27 novembre 2025 e si concluderà a giugno 2026 non rappresenta un fenomeno isolato. Negli ultimi anni, infatti, in Italia, la professione di chi si occupa del benessere degli animali domestici si è consolidata in un mercato specifico, con corsi riconosciuti e figure professionali in continua crescita. I percorsi formativi sono articolati su diversi livelli: base, avanzato e propedeutico. Questi programmi servono a garantire che tanto gli animali destinati agli interventi quanto i futuri operatori acquisiscano competenze adeguate, nel rispetto di tutti gli attori coinvolti.
Non è sufficiente, infatti, provare empatia verso gli animali per intraprendere questa carriera. Sono necessari conoscenza, responsabilità e preparazione approfondita. Solo attraverso una formazione seria la relazione tra uomo e animale può essere valorizzata in contesti terapeutici, educativi o sociali, evitando che rimanga relegata a un semplice hobby o a un gesto occasionale.
Chi decide di trasformare le coccole agli animali in una professione, dunque, può scegliere di diventare operatore del benessere animale, ossia OBA. Questa figura professionale è stata pensata per garantire la cura quotidiana, il comfort fisico e l’equilibrio emotivo degli animali che si trovano in degenza, spesso per lunghi periodi. Gli operatori rappresentano strumenti efficaci per promuovere il benessere psicologico, sociale e relazionale degli animali assistiti.
Per quanto riguarda gli sbocchi lavorativi, le opportunità si trovano principalmente in cliniche veterinarie, ospedali, strutture di ricovero per animali, centri di pet therapy e progetti educativi o sociali. Le retribuzioni, tuttavia, non sono ancora state regolamentate in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. La variabilità dipende dal tipo di contratto, dall’esperienza maturata e dalla modalità di lavoro scelta.
Nella prospettiva di un lavoro stabile, sia come dipendente che come libero professionista, uno stipendio mensile medio può collocarsi nell’intorno dei 1.500 o 2.000 euro. Come per molte professioni di nicchia, però, la variabilità è alta: i guadagni effettivi dipendono dall’accordo contrattuale firmato, dal numero di ore lavorate, dal tipo di struttura presso cui si opera e dalla domanda locale di questo tipo di servizi.
Per concludere, per intraprendere questa strada in modo serio, serve un approccio responsabile: formazione adeguata, rispetto scrupoloso dei protocolli operativi e piena consapevolezza delle responsabilità verso gli animali e le persone coinvolte negli interventi. Solo attraverso questi elementi la passione per gli animali può trasformarsi in una professione rispettabile, sostenibile e gratificante, sia dal punto di vista personale che economico.



