Ogni città si muove al ritmo degli spostamenti quotidiani. Persone vanno al lavoro, fanno commissioni o si spostano per svago. Le motivazioni sono molteplici, ma alla base c’è un comportamento comune a tutte le culture: la maggior parte delle persone dedica ogni giorno una quantità simile di tempo agli spostamenti.
Una ricerca condotta dall’ICTA UAB e dalla McGill University rivela che questo tempo si mantiene stabile intorno ai settantotto minuti, indipendentemente dal reddito, dalla cultura o dalla tecnologia di trasporto disponibile. Il fenomeno è universale: chi viaggia in treno ad alta velocità impiega lo stesso tempo di chi si sposta a piedi in un villaggio.
Il corpo umano sembra resistere a spostamenti troppo lunghi, mentre la mente tollera bene brevi movimenti quotidiani. Questa combinazione crea una finestra temporale ristretta e condivisa da popolazioni diverse.
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Tempo di viaggio costante, distanza variabile
Quando i mezzi di trasporto diventano più veloci, le persone non riducono il tempo in viaggio, ma aumentano la distanza percorsa. Il risparmio energetico per chilometro viene annullato dall’allungamento del tragitto.
Il dato decisivo non è l’energia consumata per unità di distanza, ma quella consumata per ora. Anche se i motori sono più efficienti e le auto elettriche diffondono meno emissioni, il consumo totale di energia nei trasporti continua a salire.
Eric Galbraith, coautore dello studio, spiega che le persone non viaggiano meno quando i veicoli migliorano: viaggiano semplicemente più lontano. Il tempo rimane fisso, ma la distanza cresce, portando a un aumento complessivo dell’energia utilizzata.
Durata uniforme in contesti diversi
Lo studio ha analizzato gli spostamenti in oltre 40 paesi, includendo sia viaggi personali che professionali come quelli di fattorini, autisti, piloti e marinai. Nonostante questa varietà, il tempo totale dedicato agli spostamenti giornalieri si concentra sempre nello stesso intervallo.
Città dotate di treni ad alta velocità mostrano tempi di percorrenza simili a quelle basate su percorsi pedonali. Aumentare la ricchezza o introdurre veicoli più avanzati non accorcia la durata quotidiana dei viaggi. L’unica differenza significativa riguarda la distanza coperta in quel lasso di tempo: chi usa mezzi rapidi si sposta molto più lontano, ma non di più nel tempo.
Consumo energetico legato alla modalità di trasporto
Le diverse modalità di spostamento richiedono livelli energetici molto diversi per ora di viaggio. Camminare richiede poca energia, andare in bicicletta ne richiede appena di più. Gli autobus elettrici e i tram si collocano in fasce basse di consumo orario.
Al contrario, le auto con motore a combustione interna consumano molto di più, soprattutto se grandi e in corsa su autostrade. In alcuni casi, il consumo energetico orario di un’automobile può superare di centinaia di volte quello di una persona a piedi. Quando le persone scelgono mezzi ad alto consumo, anche se il tempo di viaggio non cambia, l’impatto energetico cresce in modo sproporzionato.
Possibili cambiamenti con le auto autonome
L’introduzione di veicoli autonomi potrebbe alterare questo equilibrio. Se i passeggeri possono lavorare, leggere o riposare durante il tragitto, potrebbero accettare spostamenti più lunghi senza percepire stanchezza. Un aumento medio del tempo di viaggio da 1,3 a 1,6 ore al giorno avrebbe effetti enormi sulla domanda energetica globale.
Ancora maggiore sarebbe l’effetto se l’uso diffuso di auto a benzina efficienti incoraggiasse spostamenti più frequenti o più lunghi. Senza pianificazione urbana attenta, la facilità di viaggiare potrebbe far crescere la domanda energetica più rapidamente dei guadagni in efficienza.
Progettare città a basso consumo energetico
La progettazione urbana gioca un ruolo fondamentale. Percorsi pedonali sicuri, piste ciclabili protette e trasporti pubblici elettrici mantengono basso il consumo energetico orario. Al contrario, strade pensate per auto veloci e monoposto spingono verso sistemi energeticamente costosi.
William Fajzel, coautore dello studio, sottolinea che poiché il tempo di viaggio quotidiano tende a restare costante, le politiche più efficaci sono quelle che favoriscono modalità di trasporto a basso consumo energetico per ora. I pianificatori non possono ridurre il tempo che le persone dedicano agli spostamenti, ma possono influenzare come lo usano.
Il movimento umano è più prevedibile di quanto sembri: la gente assegna un limite di tempo fisso ai suoi spostamenti. La sfida non è ridurre il tempo, ma abbassare l’energia consumata in ogni ora di viaggio. Solo così il ritmo naturale degli spostamenti potrà diventare un vantaggio per il clima.
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