Farine di insetti negli alimenti: Vantaggi ambientali e rischi

Farine di insetti negli alimenti

L’utilizzo delle farine di insetti nell’industria alimentare è un fenomeno in crescita, grazie alle proprietà nutrizionali di questi nuovi ingredienti e al loro ridotto impatto ambientale. Tuttavia, molti consumatori non sono ancora abituati a questi prodotti e potrebbero non riconoscerli tra gli scaffali dei negozi.

In questa guida completa parleremo di quali sono gli alimenti che contengono farine di insetti, come identificarli leggendo le etichette, i loro benefici nutrizionali ma anche i possibili rischi come le allergie. Scoprirai quali sono gli insetti più utilizzati per produrre questo tipo di farine, come grilli, cavallette e larve, e come questi ingredienti vengono trasformati e impiegati nell’industria alimentare moderna.

Ti spiegherò nel dettaglio come riconoscere la presenza di farine di insetti nei prodotti, dai biscotti alle bevande, grazie ad alcuni utili consigli. Affronteremo anche il tema dell’impatto ambientale positivo derivante dall’allevamento di insetti ma anche i potenziali rischi per la salute, come reazioni allergiche. In questo modo potrai fare scelte informate e consapevoli su questi nuovi alimenti.

Dove acquistare farine di insetti

Per chi volesse provare le farine di insetti, esistono diversi modi per reperirle. Oltre che nei negozi specializzati in alimenti naturali e biologici, questi prodotti si possono acquistare comodamente online su Amazon, che propone diverse tipologie di farine di grillo o cavalletta adatte sia per l’utilizzo in cucina che per la preparazione di prodotti da forno.

È possibile scegliere tra confezioni di piccole quantità per un primo assaggio o formati più grandi. Leggere sempre attentamente le informazioni in etichetta.

Come usare la farina di insetti

La farina di insetti può essere un ingrediente molto versatile in cucina. Può essere utilizzata da sola o in combinazione con altre farine per arricchire di proteine, minerali e vitamine preparazioni sia salate che dolci. Per iniziare, è consigliabile partire da piccole quantità, ad esempio sostituendo il 10-20% della farina tradizionale con farina di insetti in ricette per pane, pizze, focacce, biscotti o muffin.

La farina di grillo si presta bene per preparazioni dolci grazie al suo sapore delicato; quella di cavalletta ha un retrogusto di nocciola che si abbina a ricette salate. Per dolci al cucchiaio come budini, la farina di insetti si può incorporare direttamente nell’impasto oppure spolverizzata sopra per dare croccantezza.

Anche barrette proteiche, crackers e prodotti da forno salati possono essere arricchiti con questo ingrediente. È importante partire gradualmente con piccole quantità per abituare il palato a questo nuovo gusto e valutare eventuali intolleranze.

Grilli, cavallette e larve: gli insetti più usati per produrre farine alimentari

I principali insetti impiegati per ottenere farine destinate all’alimentazione umana sono i grilli, le cavallette e le larve di alcuni coleotteri. Tra queste spiccano il grillo domestico (Acheta domesticus), la locusta migratoria (Locusta migratoris), il verme della farina minore o tenebrione mugnaio (Tenebrio molitor) e la larva della farina (Alphitobius diaperinus).

Questi insetti vengono allevati appositamente, essiccati, macinati e trasformati in una polvere molto fine che può essere utilizzata tal quale oppure miscelata con altre farine. Le farine di insetti vengono impiegate per produrre pane, pasta, biscotti, snack, barrette energetiche, sostituti della carne e persino bevande.

Come identificare gli alimenti con farine di insetti leggendo le etichette

Per riconoscere se un prodotto alimentare contiene farine o derivati di insetti, è fondamentale leggere attentamente l’elenco degli ingredienti riportato in etichetta. I nomi da cercare sono i seguenti: farina di Acheta domesticus, farina di Locusta migratoria, farina di Tenebrio molitor, farina di Alphitobius diaperinus.

Queste indicano in modo inequivocabile l’utilizzo di farine rispettivamente di grillo domestico, cavalletta migratoria, verme della farina minore e larva della farina. Anche i termini “proteine di…” seguiti dal nome scientifico latino dell’insetto indicano l’impiego di derivati e non solo farine. Informarsi è fondamentale per scegliere consapevolmente.

L’E120, il colorante rosso estratto dalla cocciniglia

Oltre alle vere e proprie farine, esiste un colorante alimentare di origine animale che può contenere tracce di insetti: l’E120 o acido carminico. Questa sostanza che conferisce una caratteristica colorazione rossa proviene dalla cocciniglia, un piccolo parassita che si nutre della linfa di alcune piante.

L’E120 è spesso presente in prodotti come yogurt, succhi di frutta, bitter, liquori, caramelle e bevande analcoliche. Per evitarlo è bene prediligere coloranti di origine vegetale o sintetica cruelty-free.

Impatto ambientale positivo derivante dall’allevamento di insetti

Il consumo di farine e derivati di insetti può offrire vantaggi dal punto di vista ambientale. Rispetto agli allevamenti tradizionali, la produzione di insetti richiede infatti un utilizzo minore di acqua, suolo e mangimi. Inoltre comporta minori emissioni di gas serra.

Gli insetti inoltre si riproducono velocemente e producono una elevata biomassa proteica pur consumando poco cibo. Per questi motivi le farine di insetti sono considerate una fonte di proteine eco-sostenibile.

Attenzione alle possibili reazioni allergiche provocate da questi alimenti

Nonostante i benefici nutrizionali, il consumo di farine ed estratti di insetti può comportare in alcuni soggetti reazioni allergiche anche severe. Gli insetti appartengono infatti alla classe degli artropodi, come i crostacei.

Possono quindi causare allergie per reattività crociata in chi è già sensibile a gamberi, aragoste o acari della polvere. I sintomi vanno da rush cutanei e gonfiori fino, nei casi più gravi, a shock anafilattico. È importante conoscere la propria sensibilità ed evitare questi prodotti in caso di allergie preesistenti.

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