Come conservare i superfood

Mandorla e mirtillo, quinoa e semi di chia, curcuma, zenzero e bacche di goji: cos’hanno in comune questi alimenti? Apparentemente nulla, ma in realtà possono essere fatti rientrare nella categoria dei superfood, composta da cibi che negli ultimi anni si trovano sulla bocca di tutti grazie al crescente interesse verso un’alimentazione corretta per raggiungere uno stile di vita sano.

Si tratta di cibi, principalmente di origine vegetale, ricchi di nutrienti come vitamine, minerali, fibre, antiossidanti, la cui richiesta è aumentata perché costituiscono un vero e proprio concentrato di benessere e salute. Sotto molti aspetti i superfood sono diventati un trend a tutti gli effetti, ma indipendentemente dal fatto che questa “moda” tramonti o meno, quel che non deve cambiare mai è l’attenzione alla loro conservazione.



A cosa servono i superfood?

Questi tipi di alimenti svolgono la funzione di validi alleati per coloro che praticano attività fisica in maniera costante o fungono da supporto per superare periodi intensi in termini lavorativi o di studio. Analizzando i loro nutrienti e proprietà non è difficile crederlo, così come immaginare la capacità che hanno di garantire il mantenimento di uno stato di salute ottimale.

Va anche detto che non costituiscono una ricetta magica: non possiedono niente di miracoloso e sicuramente non hanno il potere di curare malattie, soprattutto se non vengono accompagnati da altre azioni volte a perfezionare il modo in cui si vive e se non si integrano all’interno di un piano alimentare equilibrato, insieme ad altri cibi.



Indubbiamente garantiscono però effetti benefici per la salute, avendo un alto contenuto di antiossidanti, proteine, omega-3, minerali e fibre. Gli elevati nutrienti presenti in questi cibi vegetali naturali li rendono una categoria di alimenti dal ridotto apporto calorico.

Tipologie di superfood e loro proprietà

Rientrano nei superfood alimenti come spezie, bacche e semi, alcune tipologie di frutti e ortaggi. Questi ultimi vengono spesso definiti superfruit, di cui fanno parte le mandorle, i mirtilli, il cocco, l’avocado. Tra i semi spiccano lino, zucca, sesamo mentre le spezie più conosciute nei superfood sono cannella, curcuma e zenzero. Nella lista non possono poi mancare l’alga spirulina e le bacche di goji.

Analizzando alcuni di questi cibi nello specifico spiccano subito all’occhio le ricche proprietà di cui dispongono, benefiche per la salute. L’avocado per esempio dispone di grassi polinsaturi necessari per le funzioni cardiache e fibre e minerali come potassio e magnesio, utili per il colesterolo.



Anche i mirtilli, per la presenza di antocianine e antiossidanti, proteggono il sistema cardiovascolare, e pure aiutano a preservare le ossa e la salute degli occhi. Perfetta contro l’osteoporosi anche l’alga spirulina, alimento di origine asiatica che negli ultimi anni si è diffuso largamente anche in Occidente perché ricco di proteine e vitamina B12. Semi come lino e chia invece, essendo oleosi per natura, pullulano di acidi grassi omega 3 e omega 6.

Funzionali a evitare l’utilizzo del sale come condimento grazie al loro aroma particolare, la curcuma e lo zenzero possiedono proprietà antinfiammatorie e favoriscono la digestione. Da ultime le bacche di goji aiutano il sistema immunitario e la memoria, tant’è che frequentemente vengono utilizzate nella medicina cinese, anche perché sembrano allontanare il rischio di ammalarsi di tumore.

Conservare il superfood per tutelarne le proprietà

Come per qualsiasi altro tipo di alimento, i superfood per funzionare correttamente necessitano di essere trattati con le dovute accortezze in fase di conservazione, altrimenti tutti i benefici e le loro proprietà andranno perse e rischieranno, invece di apportare benessere, di causare problemi a livello di salute per chi li consuma.

Per tali ragioni aziende come 2001 Refrigerazione realizzano impianti di refrigerazione industriale commerciali funzionali al mantenimento della loro integrità. L’utilizzo di celle frigorifere idonee dev’essere imprescindibile, sia nei supermercati che nei ristoranti, se l’obiettivo è offrire ai clienti alimenti freschi e sicuri.



Tuttavia non basta acquistare un congelatore per assicurarsi il mantenimento delle proprietà organolettiche dei cibi, ma bisogna seguire ulteriori accortezze, una su tutte l’igiene. A livello europeo c’è un preciso regolamento da seguire che definisce le norme sanitarie da rispettare.

Non è sufficiente inoltre effettuare un controllo visivo quotidiano e ispezioni e pulizie regolari: è d’obbligo adottare sistemi di analisi basati su specifici principi per eliminare i batteri sul nascere e garantire un’igiene costante nella cella frigorifera. Per evitare un trasferimento di microbi da un prodotto all’altro è inoltre meglio suddividerli in gruppi, e questo ragionamento vale anche per i superfood.

In questo modo si ridurrà il rischio di intossicazioni alimentari. Molto importanti anche gli imballaggi, che dovranno essere adeguati alla conservazione del cibo: se è già stato trattato per esempio, può essere mantenuto sottovuoto per prolungare il periodo di stoccaggio.

La corretta temperatura

Indispensabile per una refrigerazione affidabile è infine la temperatura, variabile a seconda della tipologia di merce che si vuole conservare. Per trattare i prodotti alimentari è imperativo attenersi a temperature specifiche e tenerle documentate: senza una temperatura costante i prodotti all’interno della cella frigorifera andranno a deteriorarsi rapidamente.

Per la frutta fresca per esempio, come i mirtilli e l’avocado appartenenti alla categoria dei superfood, la temperatura consigliata di conservazione è di +7°C. Stessa procedura dev’essere effettuata per le bacche di goji. L’alga spirulina, trovandosi spesso sotto forma di polvere, viene preservata attraverso il metodo fisico dell’essiccazione, che comporta la disidratazione del cibo.



L’acqua infatti è uno degli elementi che favorisce il danneggiamento dell’alimento, mentre tramite questo sistema viene eliminato il rischio di proliferazione batterica. Dopodiché le buste vanno riposte in un luogo o contenitore fresco, asciutto e al riparo dalla luce. Anche per le spezie il discorso è lo stesso, e la temperatura media ideale di conservazione viene riscontrata intorno ai 21°C. Per quanto riguarda i semi invece, le temperature dovranno oscillare tra i 4-9° C, con bassa presenza di umidità.

Per garantire un consumo sano e corretto dei superfood non bastano le loro proprietà naturali: servono gli strumenti e le metodologie giuste per evitarne un deterioramento precoce. Solo così potranno apportare benefici concreti alla salute di chi sceglie di introdurli nella propria alimentazione.

Articoli correlati: