Dormire appena 11 minuti in più ogni notte potrebbe ridurre significativamente il rischio di infarto e ictus. A rivelarlo è uno studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology, che ha analizzato i dati di oltre 53.000 adulti di mezza età nel Regno Unito per un periodo di otto anni.

La ricerca, condotta da esperti provenienti da Australia, Cile e Brasile, ha monitorato le abitudini di sonno e i livelli di attività fisica attraverso dispositivi indossabili come smartwatch, mentre i partecipanti hanno auto-riferito le proprie abitudini alimentari. Durante il periodo di follow-up, si sono verificati 2.034 eventi cardiovascolari maggiori, tra cui infarti e ictus.

Quello che rende questo studio particolarmente interessante è la scoperta che piccoli cambiamenti comportamentali combinati possono avere un impatto sorprendentemente grande sulla salute cardiovascolare. Secondo i ricercatori, aggiungere 11 minuti di sonno, fare 4,5 minuti in più di camminata veloce al giorno e consumare circa 50 grammi aggiuntivi di verdure (l’equivalente di un quarto di tazza) può ridurre il rischio di eventi cardiovascolari di circa il 10%.

Una donna che dorma (fonte: Comecorservare.it)
Una donna che dorma (fonte: Comecorservare.it)

Il dottor Nicholas Koemel, autore principale dello studio e ricercatore presso l’Università di Sydney, ha spiegato: “Dimostriamo che combinare piccoli cambiamenti in alcune aree della nostra vita può avere un impatto positivo sorprendentemente grande sulla nostra salute cardiovascolare. Questa è una notizia molto incoraggiante perché apportare alcune piccole modifiche combinate è probabilmente più realizzabile e sostenibile per la maggior parte delle persone rispetto al tentativo di cambiamenti radicali in un singolo comportamento“.

I ricercatori hanno anche identificato lo stile di vita ottimale per la salute del cuore: dormire dalle otto alle nove ore per notte, completare almeno 42 minuti di attività fisica da moderata a vigorosa ogni giorno e seguire una dieta sana. La combinazione di queste misure porta a un rischio inferiore del 57% di infarti e ictus.

Secondo il sito del servizio sanitario nazionale britannico, l’attività moderata può includere camminata veloce, ballo, spingere un tosaerba, acquagym e andare in bicicletta. L’attività vigorosa comprende invece corsa, nuoto, salto con la corda e aerobica.

Il professor Emmanuel Stamatakis, autore senior dello studio e professore di attività fisica e salute della popolazione presso l’Università di Sydney e la Monash University, ha dichiarato: “Intendiamo sviluppare su questi risultati per creare nuovi strumenti digitali che supportino le persone nell’apportare cambiamenti positivi allo stile di vita e stabilire abitudini sane durature. Questo comporterà lavorare a stretto contatto con i membri della comunità per assicurarsi che gli strumenti siano facili da usare e possano affrontare le barriere che tutti affrontiamo nell’apportare modifiche alle nostre routine quotidiane“.

Emily McGrath, infermiera cardiaca senior presso la British Heart Foundation, ha commentato lo studio sottolineando che molte persone desiderano vivere in modo più sano, ma apportare cambiamenti può sembrare a volte opprimente o difficile da inserire nelle routine quotidiane impegnative. “Ciò che è incoraggiante in questo studio è che mostra che questi cambiamenti non devono essere grandi per fare la differenza. Piccole modifiche, come dormire un po’ di più, aggiungere qualche minuto extra di attività alla giornata o mangiare un po’ più di verdure, possono lavorare insieme per avere un impatto positivo significativo sulla salute del cuore“.

Il dottor Koemel ha aggiunto che anche modesti cambiamenti nelle routine quotidiane possono portare benefici cardiovascolari e creare opportunità per ulteriori cambiamenti a lungo termine: “Incoraggerei le persone a non trascurare l’importanza di apportare uno o due piccoli cambiamenti alla routine quotidiana, non importa quanto piccoli possano sembrare“.

Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nel Regno Unito, con 100.000 persone ricoverate in ospedale ogni anno per infarti. Gli autori dello studio hanno tuttavia precisato che la ricerca non può stabilire una relazione causale definitiva tra i comportamenti dello stile di vita e il rischio cardiovascolare, e che sono necessarie ulteriori evidenze per confermare i risultati.

La chiave, secondo gli esperti, è puntare a uno stile di vita quotidiano generalmente sano che si possa mantenere nel tempo, piuttosto che tentare trasformazioni radicali difficili da sostenere. L’approccio dei piccoli passi combinati sembra essere non solo più efficace, ma anche più realistico per la maggior parte delle persone.

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